Una storia di molti secoli
La parola è recente, ma il gesto è antico: tenere un oggetto, fare una domanda, osservare. Ecco i punti di riferimento meglio accertati.
- IV sec.Lo storico romano Ammiano Marcellino racconta una scena di divinazione in cui un anello sospeso a un filo si sposta sopra un tavolo con le lettere dell'alfabeto. È l'antenato più vicino alle nostre tavole.
- 1556Georgius Agricola descrive nel De re metallica la bacchetta biforcuta dei minatori dell'Europa centrale. Ne parla con riserva: ritiene che i minatori prudenti non la usino.
- 1692Jacques Aymar, contadino del Delfinato, diventa famoso per aver seguito con la bacchetta le tracce di alcuni assassini a Lione. Il caso suscita polemiche: alcuni studiosi dell'epoca contestano i suoi risultati.
- 1833–1854Il chimico Michel-Eugène Chevreul studia il pendolo e la bacchetta. Conclude che il movimento viene dalla persona, senza che se ne accorga. Nel 1854 pubblica De la baguette divinatoire, du pendule dit explorateur et des tables tournantes.
- 1852Il fisiologo William Carpenter dà un nome a questo fenomeno: l'effetto ideomotorio.
- intorno al 1927L'abate Alexis Bouly inventa la parola «radioestesia» (sensibilità alle radiazioni). La pratica riceve finalmente un nome e la reputazione di una disciplina.
- 1930–1950Alcuni praticanti, tra cui l'abate svizzero Alexis Mermet, rendono popolare il pendolo, anche sopra le mappe. In Francia nascono associazioni di radioestesisti.
- 1987–1988Grandi esperimenti controllati a Monaco di Baviera, in Germania, mettono alla prova dei rabdomanti. I loro autori vedono un effetto in alcune persone; riesami indipendenti concludono che i risultati non vanno oltre ciò che dà il caso.
- OggiLa radioestesia resta una pratica di svago e di tradizione, non riconosciuta dalla scienza. Molte persone la usano come un momento di calma.